Prima del primo giorno di riposo una tappa con diversi gran premi della montagna, ma il fatto che il passaggio su le Ballon d'Alsace, l'ultima asperità della giornata è posto a più di 50 chilometri dall'arrivo fa pensare che non ci dovrebbero essere cambiamenti in classifica generale, anche se qualcuno restasse staccato nella salita, 50 chilometri sono più che sufficienti per recuperare.
L'ultima volta che il Tour è arrivato a Mulhouse, nel 2000 il vincitore fu il grande favorito di questa edizione, Lance Armstrong.
Ha compiuto un'azione memorabile, il trentenne danese della Rabobank Michael Rasmussen.
Un'azione d'altri tempi, una fuga lunga 167 km dal chilometro 3, al traguardo, di cui gran parte in solitaria: la maglia a pois aveva infatti affrontato in compagnia di Dario David Cioni 82 chilometri lungo le prime salite della tappa, prima che il ritmo del danese decretasse il cedimento dell'italiano.
Al loro inseguimento si erano portani Voigt, Moreau, Zandio, Moos, Vicioso e Landaluze, subito dopo la partenza della fuga. Poi, solo i primi due erano riusciti a resistere all'infernale ritmo imposto da Rasmussen sulle rampe del Ballon d'Alsace .
Il loro distacco è andato stabilizzandosi intorno ai 4 minuti circa , mentre gli altri, ripreso Cioni, hanno resistito fino a una quindicina di chilometri dal traguardo, quando sono stati ripresi dal gruppo maglia gialla, controllato fin da subito dagli uomini della Discovery Channel.
Quando in testa al gruppo si sono portati gli uomini della Cofidis , l'andatura del gruppo è aumentata ulteriormente, ed i due inseguitori di Rasmussen hanno visto il loro distacco diminuire leggermente lungo i chilometri finali, fino ad far arrestare i cronometri a 3' netti di distacco. Grazie a questo vantaggio, Jens Voigt, che era secondo in classifica generale a 1' da Lance Armstrong, vestirà da dopodomani, la maglia gialla.
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