Il 23 novembre scorso, un'improvvisa esplosione nell'impianto chimico della China National Petroleum Corporation, ha provocato il rilascio nelle acque del fiume Songhua di tonnellate di benzene.
L'inquinamento del fiume ha superato di 100 volte il massimo consentito in Cina, valore che è già molto tollerante. Una macchia di 80 km ha seguito la corrente giungendo in questi giorni fino ad Harbin, capoluogo dello Heilongjiang.
Le risorse idriche della regione non possono essere utilizzate a causa dell'inquinamento e 9 milioni di persone rischiano la sete.
Le autorità cinesi dicono che l'emergenza durerà solo per pochi giorni, il tempo necessario affinché la corrente porti la massa velenosa oltre Harbin, per confluire poi nell'Amur, ma non tutti gli esperti sono convinti di questa affermazione. Intanto la città russa di Khabarovsk, a 700 km più a valle, è già in allarme.
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